Desideri di due anime antiche di Giuseppe DesideriOgnuno nella propria intimità può indagare il presente rievocando il passato: nella congiunzione di istanti le distanze si perdono, rimangono immagini prive di contorni e la ricerca quale unico vero significato. Così Desiderio spinge il proprio pensiero sul lungo piano della distanza sia essa temporale o geografica. Chilometri che sfumano nell’essenza, nello stesso cielo, nello stesso mare. Torre di Palme, borgo medioevale e culla dell’infanzia e Venezia, la metropoli gotica dal retrogusto incommensurabilmente romantico sono i fronteretro di un’unica foto: la vita. Scatti carichi di pathos, introspettivi. Nel profondo l’unicum che resta impenetrabile è un cielo nebuloso, mai terso, ed un mare Adriatico che ti accoglie sempre forestiero.

Un dialogo fecondo con il genius loci che anima Venezia e Torre di Palme conduce ad annientare il divario chilometrico. L’intersecazione è nel tempo che scorre letto in chiave analogica. Gli scatti di Giuseppe Desideri non sono catalogabili nella mera fotografia ne’ accostabili all’arte pittorica: piuttosto suggeriscono la vicinanza al fotorealismo. Non interessa quali strumenti abbia utilizzato per giungere al risultato perché è evidente che il suo merito è quello di averli dominati.

Incontro Giuseppe Desideri nella sede dell’ex Palazzo Priorale a Torre di Palme dove si è tenuta la sua personale dal titolo evocativo “Desideri di due anime antiche”.


Come nasce la sua passione per la fotografia?

Nasce all’Accademia di Belle Arti, in particolare la devo all’incontro con un docente che mi ha stimolato. Provavo curiosità soprattutto per il bianco e nero, quindi passavo anche sei, sette ore al giorno in camera oscura sperimentando. Finita l’Accademia per un periodo ho accantonato la fotografia sia perché i materiali da utilizzare erano molto costosi, sia perché mi sono concentrato interamente sulla pittura, sull’acquarello. Successivamente ho riscoperto la fotografia con l’avvento del digitale che permette di giocare e di riportare sulla fotografia le esperienze della pittura. Che sia attraverso la pittura o per il tramite della fotografia ciò che ho sempre cercato è una strada che mi permetta di esprimere la mia sensibilità ed il mio modo di vedere le cose. Se poi la mia opera comunica o da’ sensazioni questo mi gratifica ulteriormente.

Quanto pesa per/in Lei una fotografia?

Non ha peso perché è una parte di me. Neanche la macchinetta fotografica ha un peso perché è come un terzo occhio o come una seconda mente.

Che macchinetta fotografica utilizza?

Ho sempre usato Nikon fin dai tempi dell’analogica. Adesso ho una d500.

Il parallelo tra Torre di Palme e Venezia da dove trae origine?

Torre di Palme fa parte delle mie radici, della mia adolescenza e degli anni della formazione al Liceo Artistico di Porto San Giorgio. Mi porto da sempre dietro un bagaglio che include questa terra. Lo stesso background me lo sono portato in Veneto. Treviso è la città dove vivo e lavoro mentre Venezia è la meta prediletta per il tempo libero: vado spessissimo nella città Lagunare sia di giorno sia di notte. Venezia e Torre di Palme sono per me lo stesso modo di vedere le cose, la stessa naturalezza nello sguardo.

Oltre ad essere un acclamato fotografo Lei svolge la professione di insegnante di discipline pittoriche presso il liceo artistico di Treviso. C’è un messaggio che vorrebbe comunicare alle nuove generazioni attraverso le sue fotografie?

Mi piacerebbe far comprendere l’importanza di credere in ciò che si fa, di essere motivati. Il lavoro di insegnante mi incoraggia in molti momenti perché si crea uno scambio di esperienze e di notizie con gli studenti in una dinamica per cui l’allievo ti rimanda ciò che tu dai e nel contempo ti offre una mappa, una ricostruzione del tuo stesso sapere. E’ molto appagante.

Un fotografo da cui ha mutuato?

Ho seguito molto durante il periodo degli studi Henri Cartier-Bresson perché mi piace quell’aspetto romantico del bianco e nero. E’ un tipo di fotografia che purtroppo si è perso. Dei moderni non sto seguendo nessuno perché non mi piace l’idea di poter essere influenzato.

L’ultima mostra che fotografica che ha visitato?

Ho visto una mostra a Venezia nell’isola di San Giorgio che faceva parte della Biennale di arte moderna. Questa è stata l’ultima.

Foto di Nazario Campofiloni©


Gaia Genovese