65° Festival del film di Locarno

The End of Time - Peter MettlerPresentato oggi nel Concorso Internazionale il secondo film elvetico in selezione, il documentario The End of Time di Peter Mettler, coproduzione svizzero-canadese con il prezioso aiuto del National Film Board of Canada. La pellicola, visivamente molto intensa, č una piccola odissea sul ed attraverso il tempo, che partendo dal CERN ci Ginevra si dipana in giro per il mondo. Difficile descrivere questo The End of Time, cinema visionario, di visioni, allucinazioni e alterazioni dello sguardo e della mente, un riprendere pezzi di realtŕ per costruire una partitura per immagini.

Tutta questa erranza per porsi una sola domanda: che cos’č il tempo? E forse anche per trovare una risposta. Filosofia a tratti eccessiva (o eccessivamente esemplificata) che attraversa il cinema. Quel che ne esce č un film di una visualitŕ grandiosa ma spesso portatore di un pensiero poco definito; l'unica vera pecca.
Dove si perdono le immagini e si trovano le parole, il film latita, vacilla, in qualche senso ristagna.

Cosě non ci resta che abbandonarsi al flusso di immagini. Quelle della natura che tramite il tempo si evolve e ci rende partecipe del creato. Fiamme, nuvole, fumi, piogge, acque di cielo e acque di terra. Al pari della creazione dell’universo anche la sua distruzione sarŕ attraversata dalla stessa grandiosa bellezza, cosě diceva Werner Herzog (o Blaise Pascal come gli si attribuiva) in apertura del suo immenso Apocalisse nel Deserto. Cosě probabilmente sarŕ la fine del tempo (un vortice indefinibile di immagini) per Peter Mettler.


Erik Negro