Una corsa a perdifiato nei bellissimi anni '80

Toto live @ Festival di Majano (UD) - 31/07/2012Il pubblico non è stato quello delle grandi occasioni (malgrado le fonti parlino di quattromila presenti), ma con molte presenze dall'estero. Nessuna ressa, clima sereno da sagra paesana, roba da chiedersi "gente, ma lo sapete chi ci sarà qui, stasera?"

Ebbene, i Toto hanno deciso di far tappa anche in questo paesino del Friuli collinare e sono saliti – puntualissimi – uno dopo l'altro su quello che per due ore è stato un palco infuocato da note rock e dance; un luogo-non luogo magico che è stato capace di annullare il tempo e restituirci, intatte, le sonorità, i ritmi e la verve del gruppo americano fondato nel lontano 1976.

Strano anno quello. Annus horribilis per il Friuli, devastato da un terribile terremoto spalmato da maggio a settembre, e con tante altre disgrazie annesse (crisi della Lira, disastro del Cermis, ...), ma anno dalle cui ceneri nacquero alcune delle cose che ancora ci accompagnano e rendono più bella/leggera la nostra vita: viene fondata la Apple che conquisterà il Pianeta e si forma questa leggendaria band, regina di hit da ballare e di fusioni di stili, in un continuo susseguirsi -indistinto e tesissimo- di rock, pop, soul, jazz, r&b. La musica in Toto, per l'appunto.

Inseriti nella Musicians Hall of Fame, i Nostri si sono riuniti dopo lo scioglimento del 2008 per un tour di sostegno a due ex-membri malati e sono arrivati, grazie al sempre vivace lavoro di Azalea Promotion, forti di: Steve Porcaro (tastiere), Steve Likather (chiatarre), David Paich (piano), Simon Philipps (batteria), Joe Williams (voce), Nathan East (basso), Jenny Douglas-McRae e Mabvuto Carpenter (cori).

Lo spettacolo è stato veramente tale: se la prima canzone, Only the children, è stata ben eseguita, ma si stentava a ravvisare il necessario calore e l'impatto è stato blando, i magnifici otto si sono surriscaldati già alla seconda tappa, quell'Hydra che ha dato il nome al loro secondo album.

Sono seguite, in ordine sparso, per la gioia di noi eterni Peter Pan, le magnifiche e scatenate Could this be love, I won't hold you back, Manuela run, Stop loving you, Hold the line; è non sono mancati un delicatissimo omaggio a Michael Jackson con Human Nature, la dolcezza di Rosanna e la (pre)chiusura con il sognante inno Africa, tra cori e imitazioni di animali esotici.


Diciassette brani, un cronoscalata corsa tutta d'un fiato immersi nella perfezione musicale di una chitarra da pelle d'oca che Steve Likather sa quasi far parlare e di una voce, Joe Williams, che "spacca", accompagnando melodicamente ogni passaggio, dal ritmo "ballata d'amore" fino alla grinta più estrema.

Virtuosi, tutti utili al progetto e ottimamente amalgamati, i Toto ci hanno fatto cantare, ballare, sognare, volare; ci hanno fatto sentire proprio come Dorothy e il suo fedele cagnolino, travolti all'interno di un vortice musicale che avremmo voluto non finisse mai.


Omar Manini