La grammatica di Dio - Stefano Benni Il celebre scrittore bolognese torna, al termine del 2007, in tutte le librerie con una raccolta di storie malinconiche ma sempre molto ironiche che dipingono, in maniera spesso surreale, situazioni purtroppo realmente esistenti nel mondo di tutti i giorni. Una carrellata di personaggi estremamente soli che non sanno come fare a gestire le loro vite e a scappare da ciò che li tormenta.

Benni che, se è abile con i romanzi, lo è ancor di più con i racconti brevi fa sorridere amaramente chi legge il suo ultimo libro e, senza mai dare punti di riferimento e cadere nella banalità, descrive l’italiano medio borghese, l’operaio e l’uomo potente con una facilità e una destrezza disarmante.

In particolare segnalo il racconto Mai più solo (forse il più brillante) ovvero le vicende di un uomo che grazie all’acquisto di un telefono cellulare si sente cambiato e finalmente riesce ad inserirsi nelle discussioni al bar, nel mondo del lavoro e a far colpo sulle persone che lo circondano. Anche Una rosa rossa, storia d’amore adolescenziale e tormentata ambientata a Venezia, si legge con estremo piacere data la sua originalità e imprevedibilità. Il titolo della raccolta deriva invece dalla storia di Frate zitto che non passa inosservata nella sua profondità e, per l’appunto, nei “suoi silenzi”.

Secondo l’autore queste 182 pagine compongono “il libro del mondo”; un mondo apatico, vulnerabile e chiaramente rassegnato.

Tra gli dei che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria.
(Callistrato)


Lucio Laugelli