10 giorni suonati @ Vigevano“Ma sei suonato?”. È una frase diffusa che si rivolge a qualcuno che non ha tutte le rotelle a posto. Lo stesso si può pensare (bonariamente) di chi ha avuto la geniale intuizione di concepire i 10 Giorni Suonati.

Giunta ormai alla terza edizione, la manifestazione che unisce musica, parole e sapori ha saputo rinnovarsi mantenendo invariata la fantastica cornice: il castello di Vigevano, già sperimentato con ottimi risultati in occasione della notte bianca cittadina.

Ritornano quindi i “Presidi Slow Food” forti del loro legame col territorio e della loro genuinità; si riaccende la collaborazione con Feltrinelli Libri che permette di incontrare grandi autori all’orario dell’aperitivo, ma è dal reparto musicale che quest’anno si riesce a percepire la volontà di fare il salto di qualità.

La serata d’apertura trasporterà i presenti alla manifestazione direttamente in un clima Southern Rock: i Lynyrd Skynyrd, del compianto Ronnie Van Zant, accenderanno la folla con il ritmo sudista, sempre fresco e mai deteriorato, nonostante la formazione abbia ormai perso i membri che l’hanno resa una delle rock band degne di entrare nella Rock’n’Roll Hall of Fame nel 2006.

Poi sarà il turno degli Incubus, gruppo alternative metal, giunto ormai al sesto album, che li porterà in un tour europeo con due date italiane; dei Wolfmother e delle loro sonorità ‘60/’70s; dei Garbage freschi dell’uscita primaverile del nuovo album; del Modfather Paul Weller, ex leader dei The Jam che avrà il compito di emanare tutta la melodia british che porta con sé da anni, prima che sia il turno del soul di Ben Harper, del “Black and Wihte Italia Tour” di Lenny Kravitz. Terzultima serata è affidata alle mani, o meglio (ed è proprio il caso di dirlo) alle dita, del G3 formato da mostri sacri del calibro di Joe Satriani, Steve Vai e Steve Morse. Chiuderanno la manifestazione James Morrison e Mika.

La qualità non mancherà in nessun contesto di questa manifestazione e Vigevano si trasformerà nel fulcro musicale, letterario e degustativo della provincia, tanto da far arrossire ancora una volta il capoluogo pavese, sempre troppo statico e passivo di fronte a certe manifestazioni.

Non resterà, quindi, che spostarsi nel cosiddetto “Salotto d’Europa” per poter (finalmente) godere di una manifestazione degna dei migliori festiva estivi molto più famosi.


Ezio Bolzoni