Non si uccidono così anche i cavalli?? - Sidney Pollack
I più attenti di voi si saranno accorti che nella sezione "Mi ricordo...sì io mi ricordo.." insieme ai nomi di Lennon, Kubrick e Pasolini spicca il nome di tale Franco La Polla. Quest'esimio professore del DAMS di Bologna è stato universalmente riconosciuto come uno dei più grandi studiosi (nonché dei più grandi amici) di Sidney Pollack. Ho pensato di scrivere, in omaggio sia all'uno che all'altro, recentemente scomparsi, una serie di recensioni che abbiano come argomento centrale i film e il percorso di questo straordinario regista privilegiando la prospettiva di un vero esperto (ovviamente La Polla, e non io) per far conoscere a più gente possibile due uomini che, senz'ombra di dubbio alcuna, hanno donato molto al cinema. Molto...
Siamo in America, 1931. Anche in California si accusa il peso della grande depressione. Il denaro che circola è poco e la gente, si sa, le pensa tutte: una maratona di ballo a Santa Monica attira una folla bisognosa di soldi e cibo, pronta a darsi in pasto all'avido pubblico pur di tirare avanti qualche giorno... Alla gara, partecipa anche Gloria(una certa Jane Fonda): una ragazza che non passa certo inosservata e per il suo carattere tutto pepe e sicuramente anche per la sua sobria bellezza. Una ragazza forte, una ragazza stabile. Una ragazza pronta a tutto per raggiungere i suoi obiettivi...
Girato interamente al chiuso, fatta eccezione per la scena finale (cosa che - da sola - meriterebbe pagine e pagine di commenti cinematografici...), Non si uccidono così anche i cavalli?? è il film che mette Sidney Pollack sotto i riflettori della scena cinematografica internazionale. Una pellicola molto intensa caratterizzata da tre ambienti,tutti curati nei minimi dettagli, sempre funzionali alle emozioni che devono suscitare nello spettatore; come afferma il regista stesso a colloquio con Franco La Polla:
(F.L.P.): Nel film l'uso della luce mi sembra funzionalissimo. Lo spazio del film è diviso in tre parti: il dormitorio, l'ufficio e la sala. Ora, nel primo la luce è cupa e ha una connotazione di miseria, di tristezza, nel secondo è soffice e piacevole, nella terza è scintillante e spettacolare. Hai curato particolarmente questo aspetto??
(S.P.): “[...]Sì ho curato molto la luce: oltre alla differenziazione spaziale ce ne sono di quattro tipi differenti, uno per il giorno, uno per la notte, uno per la sera tardi e uno per la mattina presto”.
L'ampiezza e l'eterogeneità dei temi trattati, così tipica di tutta la produzione dell'autore da qui in avanti, è senz'altro notevole. Un elemento comune dei suoi film è senz'altro il lieve sfondo sociale (che in molti tendono a definire “politico”). Pollack ci mette di fronte a delle persone povere, a delle persone che la società, per un'armonia di tristi alchimie sociali, è costretta a sacrificarsi per andare avanti, a darsi in pasto al pubblico: importantissima si rivela la scena in cui la donna incinta canta per ottenere le elemosine, nonché l'offerta della vecchia di sponsorizzare la coppia dei protagonisti.
Una pellicola per alcuni versi melodrammatica che lascia l'amaro in bocca; che porta a riflettere passando per i tempi della depressione americana; dove il pubblico può guardarsi allo specchio tramite gli occhi dei protagonisti.
Truffaut diceva che ogni buon film parla anche di cinema. Un pubblico avido che vuole solo divertirsi. Un conduttore (produttore??) pronto a sacrificare tutto per avere lo spettacolo, una troupe che lavora sempre perché tutto vada per il meglio e partecipanti che cercano gloria e riscatto economico.
C'entrerà qualcosa???



