Angeli e Demoni - Ron HowardNonostante in Italia sia uscito in contemporanea con Il codice Da Vinci, Angeli e demoni è un romanzo scritto da Dan Brown tre anni prima rispetto al bestseller adattato per il grande schermo nel 2006. Entrambi i romanzi avevano al centro una riflessione legata principalmente alla fede e alla religione cattolica in particolare. Se, come tutti sanno, Il codice Da Vinci si concentrava sull'origine della Chiesa e su ipotesi legate ai discendenti di Cristo, Angeli e demoni parla invece della religione ai giorni nostri: la Chiesa che rischia di scomparire sconfitta dalla Scienza, la sua rivale storica, che è arrivata a scoprire l’antimateria, la “particella di Dio”, che andrebbe a spiegare il mistero della creazione.

Il film di Ron Howard, già regista de Il codice Da Vinci cinematografico, riesce a metà a cogliere la riflessione del romanzo sugli anni in cui stiamo vivendo. La regia dell’autore del recente, e notevolissimo, Frost/Nixon è molto solida: riesce a far sentire la tensione e le dinamiche di un thriller ben congegnato e costruito. C’è solo qualche calo di ritmo dovuto a dei dialoghi a tratti poco incisivi. Se la forma del film è di tutto rispetto, Howard (e gli sceneggiatori Goldsman-Koepp) sembra in parte frenare i contenuti del romanzo. Lo scontro Chiesa-Scienza nel nuovo millennio è costantemente accennato, ma forse mai realmente approfondito e rimane il rimpianto sul fatto che gli autori del film avrebbero potuto spingere di più sull’argomento riuscendo veramente a scandalizzare e a sconvolgere. Cosa che invece non hanno fatto. Questo si nota soprattutto nel finale, dove manca un necessario approfondimento alle ragioni della “scelta” del camerlengo che rendeva invece decisamente potente e autoritario il contenuto conclusivo del romanzo, la parte migliore del testo di Dan Brown.

Non così convincenti sono sembrate anche le interpretazioni dei tre protagonisti: Tom Hanks, comunque il migliore del terzetto, si adagia abbastanza sulla precedente interpretazione del professor Robert Langdon che ha avuto ampio successo; Ayelet Zurer era una scommessa nella parte di Vittoria Vetra che non è stata vinta pienamente, manca nell’attrice quel fascino e quella sensualità che il suo personaggio trasudava dalle pagine di Dan Brown; infine il ruolo più complicato: il camerlengo (Carlo Ventresca nel libro, Patrick McKenna nel film) interpretato da uno Ewan McGregor che appare a suo agio soltanto quando il suo personaggio mostra al mondo la sua faccia “pulita” e non la sua vera natura. Eccellenti invece, come quasi sempre nella loro filmografia recente, i non protagonisti Stellan Skarsgård e Armin Mueller-Stahl.

Se un confronto fra i due film tratti da Dan Brown appare necessario, si può dire che Angeli e demoni è un’opera molto più “perfettina” de Il codice Da Vinci. Girato meglio del precedente e con una sceneggiatura più solida, Angeli e demoni è però un film che rischia meno (contro la Chiesa, ma non solo) e appare un po’ freddo in alcuni punti; seppur cinematograficamente più valido ha un fascino minore de Il codice Da Vinci, che nelle sue imperfezioni era un film più voglioso di rischiare e di stupire, anche a costo di scelte registiche molto più “spirituali” (che potevano far storcere il naso a qualcuno) che razionali e calcolate come quelle del film del 2009. Tralasciando i romanzi e parlando unicamente dei due film del comunque sempre bravo Ron Howard, potremmo addirittura dire che Il codice Da Vinci era un film di fede, Angeli e demoni è invece un film di scienza. E qui forse sta il suo vero limite.

Voto: 2,5/4


Andrea Chimento