SMS: Social Media Shoes Calzare i propri simboli, portare a spasso un’identità online e trasferirla ai propri piedi: il marketing legato ai social network non conosce sosta né limite alla creatività. Dopo il letto di Facebook, idea del designer croato Tomislav Zvonaric, probabilmente colto da astinenza da notifica durante il sonno, ora arrivano le scarpe dedicate ai social media più famosi e amati.

La graphic designer si chiama Lumen Bogott, è venezuelana e ha studiato in Italia, e nel suo blog presenta le sue rielaborazioni delle Keds in versione social media: scarpe semplici, molto famose, per la città, che riportano colori e icone che richiamano direttamente i siti e le applicazioni del Web 2.0.

La particolarità è che ogni calzatura ripropone colori e grafismi propri dei più celebri social network: ci sono, dunque, le sneakers blu con l’iconcina rossa della notifica, c’è quella con la famosa balena che Twitter riporta quando va in down, c’è quella bianca e grigia con il puzzle di lettere, simbolo di Wikipedia, c'è quella che contiene il classico cerchietto che indica un video in caricamento sul web, del celeberrimo YouTube. E poi ancora Google coi suoi colori primari e Flickr.

Neanche la moda è immune alle influenze dei social media. Così per vivere e vestire "social", oltre ai mille account online, basta una cuffia stereo, un altoparlante per mp3, un paio di scarpe che strizzino l'occhio a Twitter o a Facebook. Non bastavano le t-shirt, ora la tecnologia invade e fagocita anche le scarpe.

Ma per un look davvero social e alla moda, anche gli accessori hi-tech sono importanti. Così l'iPhone case è più smart se ha le orecchie, lo smartphone è esclusivo se creato da un grande marchio, il porta Mac è più divertente se i personaggi celebri fanno le smorfie. Se social deve essere, almeno che sia ironico. E per chi proprio non vuole stare al passo con il photo-sharing e l'aggiornamento di stato compulsivo, niente paura: si può essere social-chic anche con una Lomo. E un cellulare "di non molte pretese" che invii sms. E' sempre il fascino del rétro.

Mountain View, peraltro, aveva già mostrato interesse per questo genere di operazioni permettendo di applicare i propri doodle su una miriade di oggetti creando uno store apposito. Il lavoro, in questo caso, è già commercializzabile, perché non richiama – furbescamente – il logo ufficiale dei siti ai quali si ispira, ma soltanto uno stile e alcune icone più generiche e non brevettate. Ma riconoscibilissime. Certamente una domanda è spontanea: è creatività oppure al contrario è segno della crisi e della mancanza di nuove idee per aumentare i consumi? Secondo noi è creatività.


Alexandra Chiolo