Oro - Emme StefaniSi stima che tutto l'oro nel mondo potrebbe essere disposto in un singolo cubo di sessanta piedi di lato. Vi dirò di più, scoperte recenti hanno dimostrato che esso dispone, inoltre, di un’entità temporale nella quale è possibile mettere piede, o meglio orecchio, riuscendo a stabilire con il metallo nobile non più solo un contatto tattile ma anche uditivo. Esatto, proprio così. Basta solo un po’ di fantasia e soprattutto è necessario correre a questo link e scaricare l’ultimo lavoro dell’artista bolognese Emme Stefani.

Non si tratterà solo di sconvolgere le leggi fisiche ma al di là di qualsiasi logica razionale, potrete viaggiare in infiniti spazi temporali alla perlustrazione di stravaganti pianeti lontani. Direttamente dal pianeta Terra, Emme ritorna in orbita con un nuovo lavoro, un mini ep di tre tracce sufficienti a delineare in modo chiaro le sue intenzioni musicali. D’altronde il régaz bolognese non è nuovo a produzioni artistiche di questo tipo; dietro la faccia da giovincello si cela infatti una lunga attività produttiva che lo ha portato a numerosi cambi di identità e formazione. Ma che sia stato Macromeo o Emme and the bulls e ancora Emme con il punto esclamativo poco importa, ciò che conta è che sia ritornato e lo abbia fatto in grande stile.

Con lo sguardo puntato verso il cielo, Oro si libra in aria come un esperto pilota acrobatico lasciando dietro di se ritmate scie synth-pop ed elettroniche emissioni di suoni atmosferici. Spiazzi armonici marcati da un ingente utilizzo di battiti hip-hop mid tempo che fungono da carburante per le molteplici virate di tono. Un lavoro che non perde quota abbracciando, in perfetta simmetria, intrecci sonori di facile accesso, vibrazioni indietroniche e arrangiamenti easy listening; il tutto in un susseguirsi di brani i cui motivetti pop non potranno fare a meno di essere canticchiati a profusione già dai primissimi ascolti dell’ep.

L’unica semplice cosa che voglio è il momento più marcatamente hip-hop del lavoro, sorretto da pulsazioni ammiccanti e efficaci ritmi sincopati. Un brano dinamico trascinato da un flow continuo e cadenzato. Sul versante delle parole, il testo è semplice e diretto; le strofe velatamente r’n’b e gli arrangiamenti rap creano un mix convincente. Il secondo brano è il vero manifesto del pensiero di Emme, appassionato ufologo da tempo. Credete nell’esistenza di mondi paralleli? Se sì, non abbiate paura di finire nelle mani dell’Inquisizione. Mondi parla delle diverse istanze e dei sistemi interagenti all’interno della personalità umana, un concetto per estensione accomodabile anche all’esistenza di infinite realtà parallele. "Mondi,mondi, ti sono vicini e nemmeno li senti", risuona fervida la voce del cantautore, quasi a sbigottire iperrealistiche credenze attuali.

Siamo all’ultimo brano e ormai è tempo di fioritura; chiude l’ep Il campo di camomilla, un’incursione nella dolcezza più totale che scorre cedendo il passo ad un registro calmo e riflessivo. Una ballata disincantata proiettata sull’analisi di ricordi passati legati all’adolescenza, in cui la semplicità dei giri d'accordi e delle rime baciate riesce a creare un'atmosfera magica e rarefatta.

Emme Stefani si definisce ironicamente "il cantautore post cantautore" in un periodo in cui, esagerando, ci si può sentire come se fosse tutto già stato fatto. Si può essere normali, creativi, liberi, originali, appassionati in modo differente senza il bisogno di entrare per forza a far parte di un’etichetta identificativa. "I riferimenti sono roba per intellettualoidi".

Sarà che non è tutto Oro quel che luccica ma non sempre è opportuno fidarsi di retoriche frasi fatte.
Emme Stefani è uno, nessuno, centomila, è il ragazzo che "vive con lo spirito pieno di mondi", immerso nel proprio macrocosmo popolato da canzoni che si presentano come abitanti di una mente estrosa e creativa. Un’ulteriore piacevole conferma del panorama musicale nostrano, un artista da tenere sott’occhio per non rammaricarsi un giorno di non averlo fatto.


Mara D'andria