The Iron Lady - Phyllida LloydDopo Mamma Mia!, torna il sodalizio Philippa Lloyd-Meryl Streep: l’attrice americana presta volto e talento alla donna più celebre d’Inghilterra, l’ex primo ministro Margaret Thatcher, e si conferma la regina indiscussa della sua generazione attoriale. Probabilmente il film a soggetto biografico più atteso della stagione con J. Edgar di Clint Eastwood, è, come quest’ultimo, fondato sull’alternarsi di due piani temporali. La Margaret Thatcher del presente non è altro che una rispettabile e dignitosa ottantenne affetta da un principio di Alzheimer, ma l’ingombrante presenza nella sua mente del marito morto attiva il flashback che ci riporta a ripercorrerne la straordinaria carriera.

Pochissima politica e poca storia, solo qualche flash: la crisi economica, le manifestazioni, la guerra lampo con l’Argentina. The Iron Lady evita di concentrarsi troppo sul cosa per porre invece il suo focus sul chi, ripercorrendo solo a tappe essenziali il governo della prima donna premier di una democrazia occidentale per dare più spazio invece alla Thatcher donna e al suo rapporto con il devoto marito (un ottimo Jim Broadbent). Ne risulta un ritratto pieno di contraddizioni: quello di una donna tanto rivoluzionaria nel suo volersi imporre in un mondo di soli uomini, quanto tradizionalista e conservatrice. Con una forza di carattere e una determinazione che, mutandosi in alterigia e ottusa cecità, la porteranno al declino, tradita dai suoi stessi alleati.

Ben lontano dall’essere pura agiografia, The Iron Lady fa coesistere luci e ombre delineandosi come opera sulla memoria, sugli scheletri nell’armadio da svuotare di una Lady tutt’altro che di ferro, ma vincolata ad ingombranti figure maschili, nella vita pubblica e privata. La Lloyd mette in scena un interno borghese di sobrietà e aplomb tipicamente britannici, tanto che sembra di assistere ad uno sceneggiato televisivo di lusso della Hbo – ed è infatti quella l’origine del film -.

A risollevarlo da una medietà comunque piacevole, interviene la magnifica Streep, l’unica vera Iron Lady da queste parti. E’ lei l’Helen Mirren della situazione – ricordate l’ottimo The Queen? -. Ma la sensazione è che The Iron Lady non sarà ricordato a lungo, Oscar o meno permettendo. Inquietanti, comunque, le analogie con l’attualità, con una Gran Bretagna vittima della stessa politica spregiudicata di allora.


Francesco Pognante