Hesher è stato qui - Spencer Susser
Hesher è un bastardo.
E non intendo un tipo semplicemente antipatico. Intendo proprio un bastardo. Uno che, se non ti levi da davanti al suo furgone al primo avviso, ti mette sotto. E ti fa fare un volo di due metri. E chi se ne fotte se sei un ragazzino (TJ in questo caso). E chi se ne fotte se tua mamma è morta in un incidente poco tempo fa e tuo padre si trascina per casa sprofondando nella depressione.
Hesher chiacchiera e scherza con tua nonna.
Hesher si trasferisce a casa tua. Così. Perché gli và.
E non aspettare che ti salvi da un bullo che ti infila la testa nel cesso. Piuttosto, magari, la sera potrebbe trascinarti fuori di casa per andare a dare fuoco alla macchina di quel tipo.
Un brillante Joseph Gordon-Levitt (500 giorni insieme, Inception) porta sullo schermo un personaggio incredibile, assurdo, controverso. Un esempio di cafoneria e cattive maniere ma, al tempo stesso, anche un insospettabile maestro di vita, capace di risollevare una famiglia sull’orlo del baratro. Pur con metodi alquanto discutibili. Nel cast anche una bravissima Natalie Portman, nel ruolo di una giovincella sfigata che fa amicizia con il giovane protagonista (ma non invecchia mai sta qua?)
Una pellicola scandita da momenti deliranti, tragici, canzoni hard-rock e un “fuck you” ogni 30 secondi. Un'opera abilmente costruita su un personaggio tutt’altro che noioso, capace di regalare anche una morale. Non sprecare il tempo a disperarti ma vivi la tua vita con le persone che hai accanto, usando al meglio ciò che hai.
E se hai promesso a tua nonna che il giorno dopo saresti andato a fare una passeggiata con lei, allora fallo. Anche se il giorno è quello del suo funerale.
Hesher was here.



