Un’incredibile predisposizione r&b, jazz e soul. Ha catturato il mondo con il suo talento, l’ha stregato con il suo notorio stile di vita. Se ne è andata, con tutto un tornado di mandi e rimandi, fango e crocifissioni, ma vivrà per sempre.

ARTS CLUB AWARDS '11 - Personaggio dell'Anno: Amy WinehouseNoi, qui, vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di finto perbenismo di preti mancati, di suore s-venute, di ciceroni di retti costumi e d’antiquari del salutismo. Già per troppo tempo questo mondo è stato un mercato di rigattieri. Noi vogliamo assolverlo dagli innumerevoli codini puritani che lo coprono tutto di cimiteri e “non dover fare”.

E’ così che lo additano, “Club dei 27”. Non è né il nome di un locale indie, né un gruppo massonico, bensì un’etichettatura per tutti quegli artisti che la sorte ha accomunato in tragiche circostanze. Ce l’hanno sempre voluta far passare così, come in questa foto: “se non ci sta dentro non ci sta dentro, c'è poco da fare, in tutti i sensi.”

Cazzate. Ci sarebbe molto da dire. Ma noi la vestiamo d’eleganza, con un vestitino attillato di ‘Personaggio dell’Anno’. Preparatevi a ricordarla, presto. Nel suo nuovo disco di prossima uscita Patti Smith, icona vivente del punk, ha dedicato una breve poesia ad Amy. Lei dopo tutto l’aveva detto, “I didn’t go out looking to be famous” - quando “Black to Black” usciva – “I’m just a musician.”

Usate meno droghe sintetiche, ma ascoltate a nastro Amy Winehouse; l'effetto per i vostri neuroni sarà lo stesso, ma almeno non sarà irreversibile.
True stars never stop to shine.


Redazione