Recapitare il premio Flop è per noi quasi una forma di tortura; non è che ci piaccia molto, diciamocelo. Non è carino, non sta bene, e via dicendo, un po' come il premio Bidone d'Oro nel calcio. Però...

ARTS CLUB AWARDS '11 - Flop dell'Anno: Beady Eye...però, si diceva, non possiamo sempre dirvi che ci piace tutto, sarebbe prostituzione intellettuale. Quindi anche se qualcuno si arrabbierà, e molti non saranno d'accordo, ci prendiamo le nostre responsabilità e proviamo a commentare il malcapitato vincitore, che il segreto della nostra urna indie ha indicato in maniera chiara con un quasi plebiscito a (s)favore dei Beady Eye e di Liam Gallagher. Paradossale, quasi, visto che si tratta della metà da gazzarra di quegli Oasis che mantengono in questa redazione un nucleo pasdaran di irriducibili sostenitori. Mettiamola così: è l'album che ci è piaciuto di meno, e che ha forse maggiormente deluso le (grandi) attese e curiosità che si portava appresso. Capita, niente di grave, suvvia.

Precisiamo, a rischio di paraculismo, che le opinioni su questa categoria e sul di lei vincitore sono, all'interno della nostra redazione, molto diverse. Basti guardare la recensione al live di Milano pubblicata sulle nostre pagine (e che si può leggere QUI) tutt'altro che negativa. Eppure, azzardiamo, il risultato di questa votazione è dovuto a quel brutale effetto comparativo tra i due dischi dei fratelli Gallagher che, a ragion della componente estremista Noeliana, ha effettivamente dimostrato “carta canta” dove penda la bilancia della qualità quando i due fratelli viaggiano separati. In altre parole, possiamo forse dire che preso in sé l'album dei Beady Eye non è certo da disprezzare, epperò appassisce di fronte al lavoro di The Chief, che ha tirato fuori dalla dispensa l'impolverato Grande Libro Di Wonderwall da cui estrarre alcune melodie senza tempo, in grado di mettere fuori gara qualsiasi competitor nel settore.

Mal comune mezzo gaudio, reggono il passo in questa particolare classifica soltanto gli Strokes, che con Angles non hanno tenuto fede alla loro fama (per leggere la recensione di Angles clicca QUI). Voti sparsi, qua e là, anche per i Viva Brother, Arctic Monkeys, la combo Lou Reed+Metallica, e Superheavy.


Redazione