ARTS CLUB AWARDS '11 - Artista dell'Anno: Kasabian
Il premio Artista dell'Anno per gli Arts Club Awards 2011 di Paper Street va ai Kasabian!
I Kasabian escono da un anno intenso: nel 2011 pubblicano "Velociraptor", registrato fra San Francisco e Londra e prodotto da niente di meno che Dan "The Automator" Nakamura (noto soprattutto per aver lavorato, fra gli altri, con Damon Albarn nei Blur per il progetto Gorillaz), piazzandosi al primo posto nelle chart inglesi, e vendendo, nella solo Gran Bretagna e dopo 3 mesi dall'uscita, oltre 200.000 copie. Il 2011 è anche a detta di molti l'anno della loro consacrazione nell'olimpo musicale internazionale.
Qui in Italia li ricordiamo dal vivo per ben tre volte nel corso dell'anno passato, e, quando non hanno registrato il sold out, hanno comunque sempre avuto un notevole successo di pubblico. I motivi della loro notorietà e fortuna sono evidenti: sound originale a metà fra il rock degli Zeppelin e l'elettronica, canzoni "catchy" ma mai scontate, show live di grande impatto e anche, perchè no, un ottimo look che li ha ormai resi un'icona della musica British nel mondo, tanto che alcuni sono arrivati a definirli successori degli Oasis.
Ma questa fama è davvero meritata? Sì, per diversi motivi. In primo luogo perchè i Kasabian sono una band musicalmente solida e che ha dimostrato negli anni una costanza di qualità compositiva negli anni che fa invidia a molti; poi perché sono un gruppo che oltre ad essere capace musicalmente è dotato di un indubbio carisma, dote sempre più rara di questi tempi; e infine perché oggi più che mai hanno dato prova di non essere un gruppo qualsiasi che andrà a perdersi nella memoria con gli anni, vuoi per l'hype mediatico che si è creato intorno a loro e che ormai è indissolubile, vuoi per la loro ormai affermata e indiscussa importanza in quello che è il panorama rock attuale. Di certo i Kasabian rimarranno ancora a lungo fra le band più chiacchierate della scena e sicuramente riempiranno ancora numerose volte la copertina di NME. Il resto è ancora da scrivere, ma viste le premesse, non possiamo che aspettarci il meglio per il 2012 dal quintetto di Leicestershire.
Leggi QUI la nostra recensione di Velociraptor




