Perché io no? - Nicoletta Sipos
Dopo “Il buio oltre la porta” Nicoletta Sipos torna ad affrontare un nuovo tema di attualità piuttosto scottante: la fecondazione assistita.
Al termine del libro, Angelica, la protagonista (che come tutte le altre donne che qui si raccontano, esiste davvero) definisce il testo un “libro di servizio” che utilizza il racconto come chiave di lettura. Infatti “Perché io no?” è un romanzo a tutti gli effetti sebbene affronti in maniera piuttosto specifica e tecnica l’argomento: fecondazione assistita. La Sipos racconta di Angelica e di un gruppo di donne tra i 35 e i 40 anni che affrontano la maternità, il desiderio di essa, la paura che le responsabilità di una scelta così importante porta con sé, ogni donna raccontata in questo romanzo è portatrice di un punto di vista e di domande che almeno una volta nella vita ogni donna si pone: perché tutte le donne devono per forza avere un figlio? Davvero dopo i 35 anni si è “vecchi biologicamente”? Se non si posso avere figli propri, perché non addottarli?
Le domande e gli argomenti che questo libro affronta sono davvero innumerevoli e di grande interesse. Si tratta di un romanzo piacevole, anche per coloro che possono non essere interessati all’argomento, ma che dopo aver letto il testo avranno appreso quante difficoltà una coppia che ha problemi di fertilità deve affrontare, soprattutto in Italia, per poter vedere realizzato il proprio sogno: quello di dare alla luce un figlio.
L’esordio del romanzo cita alcuni dati tecnici sull’infertilità, ovvero che una coppia sui cinque ne soffre, che ogni anno in Italia ci sono più 60.000 casi e che solo venti fecondazioni assistite su cento vanno a buon fine, poi si prosegue, attraverso gli occhi e le parole di Angelica, per raccontare il percorso che la coppia deve sostenere, le difficicoiltà esterne, come gli esami, il dolore fisico e psicologico, e quelle interne alla coppia, molto spesso infatti il partner maschile si rifiuta di credere di poter essere lui il vero problema (sono numerosissimi i casi di infertilità maschile), come se non essere fertile significasse non essere uomo. E per ultimo, ma non perché meno importanate, c’è il problema denaro. Molto, troppo, quello che si deve spendere per poter prendere parte alla PMA (procreazione medicalmente assistita).
Infine, al termine del romanzo, Nicoletta Sipos riporta alcune interviste fatte a medici e politici, affrontando così non solo il problema “Legge 40” (legislazione sulla fecondazione assisitita ancora non del tutto chiara e logica), ma soprattutto il problema chiesa-fecondazione. L’Italia potrebbe essere uno dei paese più all’avanguardia dal punto di vista della medicina e nello specifico per quanto riguarda la PMA, ma come spesso accade nel nostro Paese, la presenza del Vaticano pesa notevolmente sulla libertà e sul progresso. Motivo per cui le protagoniste del libro (e non solo) si rivolgono a centri medici di Bruxelles, dell’Austria e soprattutto dell’Est, sborsando cifre astronomiche e contribuendo così ad aumentare anche il fenomeno di fuga di capitale che tanto grava sul nostro Paese.
“Perché io no?” è un libro di facile lettura e tra i suoi pregi c’è anche quello di poter essere in grado di aiutare le coppie che vivono o hanno vissuto l’iter infinito che la PMA porta con sé. La Sipos ha dato infatti vita, attraverso il suo sito www.nicolettasipos.it, ad un vero e proprio forum per tutte le donne che hanno bisogno di essere ascoltate e di condividere un problema grave come l’infertilità con altre persone, ma non solo; la Sipos, grazie agli anni di ricerca svolti prima di dare alla luce il libro, può essere considerata una sorta di esperta nel campo ed è in grado di dispensare anche consigli “tecnici”. Troppo poco spesso infatti si parla di infertilità e di fecondazione assistita, e spesso senza cognizione di causa. Vi invito a contattarla o ad accedere alla sua pagina Facebook.



