Freddie Mercury - Too much love will kill you.Correva l’anno 1991, precisamente era il 24 novembre. In quella data il mondo musicale, in tutto il suo insieme, si fermò per qualche minuto. Probabilmente, per certi aspetti, buona parte della musica è rimasta ancorata a quel giorno. I segnali di una triste fine prematura erano già noti da qualche anno, ma niente, lui ha fatto finta di niente, quasi volesse dire “Non ci si può neanche prendere l’AIDS in santa pace”.

E proprio in quegli anni compose la canzone simbolo della sua malattia, del suo amore per la musica, in onore della sua straordinaria carriera e di tutto quello che ha creato, regalato e trasmesso al mondo. La canzone è Too much love will kill you, lui è Freddie Mercury e non ha bisogno di presentazioni. Non vorremmo stare qua a fare della malinconia e a parlare solo del passato, ma rendere semplicemente omaggio a forse il cantante più talentuoso di tutti i tempi, leader e punta di diamante di un gruppo che già di per sé era praticamente perfetto, capace di passare dal rock al metal, dal pop alle ballate romantiche dando il là a tanti spunti che in seguito saranno sviluppati prendendo proprio ispirazione dalla band inglese.

Basti pensare alla quantità infinita di artisti che hanno preso parte al tributo in suo onore nel 1992: Def Leppard, Guns and Roses, Elton John, Metallica, David Bowie, Aretha Franklin, Extreme, Robert Plant, Tony Iommi (Black Sabbath), Elizabeth Taylor, Roger Daltrey (The Who), Zucchero, Paul Young, Liza Minelli e moltissimi altri hanno suonato insieme con i tre Queen rimasti in uno dei concerti più memorabili della storia.

Questa volta saremo meno prolissi del solito, troppe parole non servono. Rendiamogli omaggio così, a colui che cercava “somebody to love”, ma un brutto male se lo portò via…perché? Perché “Too much love will kill you”.


Paolo Pastorino