L'amore, unico spillo - Antonella OliveriDifficile poter fare una recensione di una raccolta poetica senza rischiare di condurre una sorta di analisi delle poesie stesse, ma dopo aver letto e riletto più volte questa perla, mi è giunto spontaneo l’impeto di scrivere anche solo poche righe per poter comunicare quanta passione traspare attraverso la poesie di Antonella Oliveri.

In un era, la nostra, in cui la poesia è ormai una lettura di nicchia, la Oliveri riesce a collocarsi in una sorta di limbo che riunisce sia gli appassionati che i profani.
Breve, concisa, ermetica per certi versi, Antonella Oliveri, alla sua prima raccolta poetica, è in grado di esprimere in poche righe quello che prova e veicolare così un messaggio spesso profondo e complesso, altre volte semplice e quotidiano.

Se un’analisi tecnica della sua raccolta vuole essere compiuta, è indubbiamente necessario compiere una suddivisione a temi dei suoi testi poetici, dalla metrica non classica e privi di rime. L’amore, che dà il titolo alla raccolta, è il sentimento attorno a cui ruota l’intera produzione poetica; amore passionale, materno, filiale, virginale a volte, amore in tutte le sue forme.

Antonella Oliveri compie un viaggio attraverso le sue pagine e grazie alla parola scritta analizza anche se stessa. Altra forte tematica, infatti, de “L’amore, unico spillo”, è l’analisi interiore, condizione necessaria per vivere, soffrire e superare la morte, che così spesso è al centro delle poesie della Oliveri. Come se l’autrice solo attraverso la vera conosenza di se stessa, ed implicitamente di Dio, possa riuscire a superare i lutti che l’hanno segnata. Un Dio non cattolico, un Dio personale, interiore, che si fonde e confonde con il proprio Io. E se una risposta c’è alla morte, allora questa sta nel ricordo di un passato mai dimenticato e necessario per compiere il passo successivo, quello del ritorno alla vita.

Un ritorno che a mio avviso si avvicina molto alle credenze orientali legate alla reicarnazione, ma che non per forza deve essere classificato attraverso correnti religiose perché simbolicamente potrebbe rappresentare un ritorno a nuova vita dopo aver accettato consapevolmente la morte.
Una lettura piacevole, poesie che incantano, rapiscono, che si fanno leggere e rileggere, una vera perla della poesia contemporanea. Da scoprire.


Selene Coccato