Live Ryuichi Sakamoto - Tour ItalianoNipponico. Mai vistoso, sgargiante o appariscente. Piuttosto… quella bellezza reticente che non si mostra d’un tratto ma si svela per gradi e attimi di suspense come una fanciulla pudica e restìa. Mai lustra e fiammante la sua arte dei suoni, perché si sa’ le cose lustri e fiammanti sanno di fabbrica e lustrini appiccicati e non si trovano in natura. Impeccabile e d’una sensibilità estetica questo avanguardista giapponese da strozzar il fiato.

Ryuichi Sakamoto è uno dei grandi pionieri delle contaminazioni tra musica tradizionale d'Oriente e ultramoderne elettroniche occidentali. Pochi come lui sono riusciti a spaziare tra generi diversi senza perdere la propria bussola artistica: dal pop alla dance, dall'ambient alla bossa nova, dall'etnica alla classica. “In testa, ho una specie di mappa culturale, che mi permette di trovare analogie tra mondi diversi – raccontava in un’intervista - Per me, ad esempio, la musica pop giapponese suona come quella araba. E Bali è vicina a New York.”
La sua forza creativa, scevra da compromessi, non ha mai cavalcato altresì le spinte intellettuali dei suoi contemporanei, conservando originalità e coerenza senza trasformarsi in cliché.

Tutto ciò è sintetizzato in una lunga serie di rimarchevoli melodie che sono diventate familiari perché appartenevano al nostro immaginario e riposavano lì nell’attesa che qualcuno le suonasse. La sua musica, a volte, ha lambito anche la superficialità e la inconsistenza ma solo perché questo era parte del progetto stesso. Il fulcro centrale della sua opera resta il concetto (assimilato da Wayne Shorter, gente) di fare della Duty Free Music, in altre parole una musica libera da doveri.

Nel 1996 l’artista giapponese dà alla luce un album arrangiato per piano, violino e violoncello, “1996″ mò lo ripresenta, in una nuova veste. Recuperando pure quei suoi compagni samurai musicali, riformando ora quel trio che tanto successo conquistò in quel tour mondiale.
Sakamoto sarà in Italia per solo tre appuntamenti, il 10 Novembre a Firenze, il 12 a Milano e il 13 a Padova, insieme a Jaques Morelenbaum al violoncello e ad un giovane violinista di talento, per la ricerca del quale sono stati programmati selezioni a livello mondiale.
Una morale zen che mi rimase in serigrafia sull’ippocampo decantava: «Per meditare non c’è bisogno d’andare sui monti o vicino ai fiumi; quando la mente è calma, anche il fuoco non brucia più».

Ora prendete la giusta conclusione.


Ilenia Lando