Sconcerto - Toni Servillo
Toni Servillo interpreta il suo Sconcerto live @ Teatro Verdi, Pordenone
Sconcerto di e con Toni Servillo, con l'essenziale contributo del favoloso testo di Franco Marcoaldi e le suggestive musiche di Giorgio Battistelli, è uno di quegli spettacoli che vanno visti perchè parlano da soli.
Un'ora di recita condensatissima e intensa che squarcia il velo delle contemporanee ipocrisie e ci consegna alla realtà dei fatti, stracciando il velo dalle contraddizioni delle nostre persone e del nostro presente.
Monologo lucido e spietato, parla a noi di noi, fornendo una chiave di lettura alle nostre azioni e invadendoci di una sana e potente voglia di riflettere su che tipo di cittadini siamo (e vogliamo essere).
Un Maestro d'orchestra – per l'occasione è stata invitata l'ottima Sarajevska Filaharmonija 1923- durante l'esecuzione di un concerto sinfonico, sospende la direzione per dar libero sfogo al flusso incontrollato dei suoi pensieri e delle sue preoccupazioni, rivolgendosi alla platea e ponendole numerose domande retoriche.
Ne esce un individuo che scavalca la dignità delle proprie decisioni, che punta alla velocità del risultato scartando la profondità mutliforme della riflessione.
Toni Servillo, grande attore di cinema e incisivo protagonista sul palcoscenico, con le sue pause e le calibratissime scelte mimiche, porta in scena un personaggio confuso, una maschera che si nasconde tra le pieghe di un rituale (la direzione d'orchestra) rigido e codificato, sopraffatto dalle incertezze di un reale dove nulla è certo, tutto è mutevole e il concetto di bene/male si piega alle esigenze personali del momento.
Il suo cosciente/incosciente dà forma al senso di vacuità delle parole all'interno del discorso moderno (“le parole rimandano ad altre parole, senza saper più esprimere niente”), quasi sempre pronunciate da persone che credono di esistere solo se urlano, ma che invece sono semplici automi in mano al pensiero-comune che propone cosa ingoiare, quando ridere e quando piangere.
Tutti concorrenti del Grande Fratello che si è riversato nelle nostre strade, siamo Truman che non hanno ancora aperto la porta sul mondo, buio ma libero e plasmabile secondo le nostre reali volontà.
Parliamo di ciò che non sappiamo, siamo investiti dal conformismo e non ce ne accorgiamo, non conosciamo il valore del silenzio e dell'attesa, sembriamo vicini, ma non ci vediamo nè ci ascoltiamo.
Un ritratto impietoso che indica, però, anche una possibile via di fuga e di risalita: quella della musica, metafora dell'Arte in toto, che sa ancora, nella sua purezza che travalica il tempo e le misere vicende umane, insegnare il bello, interrogare sul giusto e smuovere le coscienze.
Toni Servillo in
“SCONCERTO”
Teatro di Musica
e con la partecipazione di Peppe Servillo
musica di Giorgio Battistelli
testo di Franco Marcoaldi
costumi di Ortensia De Francesco
suono di Daghi Rondanini
luci di Pasquale Mari
regia di Toni Servillo
editore Casa Ricordi



