Love tears and spiritual blessing - Karibean
Tra la moltitudine di artisti che sempre più popolano quell'immenso oceano che è il panorama musicale italiano, non riuscire ad affezionarsi ad almeno alla metà di essi risulta piuttosto complicato.
Sarà che negli ultimi tempi sono venute a galla numerose etichette discografiche, sarà che la rivoluzione digitale ha stravolto i vecchi sistemi musicali consentendo un rapporto più diretto tra gli artisti e i propri fan, certo è che qualcosa è cambiato e la svolta è avvenuta decisamente in positivo. Gruppi che si cimentano in svariati generi e che la maggior parte della volte non hanno paura di rinnovarsi e sperimentare.
E si potrebbe pure continuare a ribadire il fatto che se i nostri musicisti fossero nati all'estero avrebbero avuto più fama e riconoscimenti, ma tralasciando rimpianti e rammarico, sarebbe opportuno prendersi cura di loro per far sì che la musica di qualità non passi inosservata. La band di cui vi sto per parlare rientra nel vortice talentuoso della scena italiana attuale. Loro sono i Karibean e il loro ep ha ricevuto la benedizione anche dei critici più ostici. ''Love, tears & spiritual blessing'' è un disco ben curato negli arrangiamenti , pervaso da melodie brillanti e da un ritmo affascinante sostenuto da imponenti tripudi vocali.
C'è l'ombra lunga del pop d'oltremanica, revival dei bellissimi anni settanta tanto cari alla tradizione wilsoniana. Il trio marchigiano riporta in auge le irresistibili fascinazioni sixties, le attualizza e le agghinda con sonorità originali e magnetiche. Cinque episodi che sembrano essere ciascuno il seguito del precedente, e così come accade per un libro scritto bene, che leggi tutto d'un fiato, le gemme musicali dei Karibean ti scivolano addosso come tavole da surf su onde oceaniche. I primi accordi della title track ''Xmas Vibrations'' scolpiscono un motivetto spensierato e radioso. Prende forma un paesaggio favoloso che si delinea grazie ai virtuosi loop di batteria e la voce impeccabile di Enrico Carletti.
Ad arricchire ulteriormente la sezione ritmica ci pensano i suggestivi cori in sottofondo che si disperdono in suoni coinvolgenti e vibrazioni magnetiche. Un brano in cui si coglie uno stravagante contrasto tra la freschezza di melodie tipicamente estive e vibrazioni melanconiche e magiche che richiamano l'immaginario natalizio. Da lodare soprattutto la capacità di dar vita a formidabili innesti sonori che non peccano di tecnica e stile. I Karibean cavalcano onde alte come se si volasse. Il trio marchigiano genera splendenti accordi surf come se fosse la cosa più naturale del mondo, talmente brillanti da reinventare il sole anche in una giornata uggiosa. ''We need the sun'' è una di quelle canzoni che difficilmente non ascolti meno di dieci volte.
Sì, perché la semplicità con cui questa summer ballad ti entra dentro è talmente devastante che potresti rimanerci secco. Un pezzo in cui la fantasia compositiva del gruppo viene sprigionata dall'intensa voce del cantate e dai fluidi fraseggi della chitarra. Una galoppata in un oceano di riverberi sonori che si schiudono in un orizzonte pop d'altri tempi.''Gregorian Spring''potrebbe essere senza dubbio la colonna sonora di un film americano ambientato in California. Leggere armonie si muovono indisturbate come pennelli su una grande tela bianca.
Risultato, un quadro astratto che pullula di immagini e colori vivaci. Quello che conta? L'essenzialità, nessun abbellimento, nessuna ridondanza. Pura magia. Gli ultimi due pezzi procedono sulla stessa lunghezza d'onda. ''Surfing in the woods'' e ''a post modern weekend'' intervengono a confermare un lavoro particolarmente azzeccato.




