Tracce di vita

"TRACCE DI VITA" - Ventiduesima puntata
Da un'idea di Bruno Barbonaglia

Le tracce che vi sono rimaste addosso sono quelle che vi ha lasciato una o più canzoni in particolare, tracce profonde, dolorose, tristi o solo nostalgiche; ma anche felici, spensierate. Comunque, nel bene o nel male, son tracce di vita, segni che vi rimarranno, anche se dolorosi si rimargineranno e vi rimarrà una sottile, lieve e quasi invisibile cicatrice, pronta a pulsare quando partirà la prima nota di quella canzone. Allora a quel punto tornerete a fare i conti con voi stessi, con cosa vi ha trasmesso, con cosa vi ha lasciato, dove eravate e forse fondamentalmente con chi eravate, chi amavate in quel momento, chi odiavate o chi vi aveva lasciato se mai foste stati con qualcuno.. (Nicholas David Altea)

Margherita - Riccardo Cocciante-Cosa è successo mamma?
-Non so, c’è un incidente credo, c’è un camion fermo là.. mah! dev’essere successo da poco..

E così, ti passo accanto, per l’ultima volta. Sei là, sul ciglio della strada, immobile. Un sacco di stracci. La moto nel fosso. Ed ecco, all’improvviso, i miei sensi si sono risvegliati. Paura e poi terrore. Una nuova consapevolezza. Quella della fine. Un’immagine irreversibile.

Sono cresciuta in un secondo. Hai fatto in modo che ti vedessi per l’ultima volta, che ti guardassi, che ascoltassi l’urlo senza voce che di colpo è uscito dal mio petto, senza eco, irrimediabilmente perduto nell’aria ferma. Lo sapevo, lo sapevo senza saperlo ancora, che eri morto. Quindici anni. E’ innaturale la morte a quindici anni.

Di colpo mi hai fatto capire che le uniche risposte per sempre, nella vita, le avrei avute ascoltando la voce del cuore, che ora era violentato e sanguinante. Non puoi immaginare la sofferenza, amore mio. Come si spiega la morte del tuo amico del cuore a una ragazza di quattordici anni? Sono stata senza risposte, in silenzio, piegata, persa, volutamente isolata. La radio trasmetteva canzoni d’amore e mi chiedevo "perché?"

Non vedevo la strada, la luce, il sole, i fiori, la mia inutile bellezza. Ma il tempo passa, e tu, al mio fianco, mi hai salvata. Mi hai aiutata a tornare. Mi sei stato vicino, donandomi tutto quanto ti è stato possibile donarmi. Perché lo sentivo, che tu eri sempre con me. Lo sei ancora. Dopo tanti anni.

La musica ti salva la vita. E’ proprio vero.
Un giorno sento un pezzo di Riccardo Cocciante, Margherita, avete presente?

Io non posso stare fermo
con le mani nelle mani,
tante cose devo fare
prima che venga domani...
E se lei già sta dormendo
io non posso riposare,
farò in modo che al risveglio
non mi possa più scordare.

Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce Luna,
e riempi il cielo intero...
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi Sole domattina
come non hai fatto ancora...

E per poi farle cantare
le canzoni che ha imparato,
io le costruirò un silenzio
che nessuno ha mai sentito...
Sveglierò tutti gli amanti
parlerò per ore ed ore,
abbracciamoci più forte
perché lei vuole l'amore.

Poi corriamo per le strade
e mettiamoci a ballare,
perché lei vuole la gioia,
perché lei odia il rancore,
poi con secchi di vernice
coloriamo tutti i muri,
case, vicoli e palazzi,
perché lei ama i colori,
raccogliamo tutti i fiori,
che può darci Primavera,
costruiamole una culla,
per amarci quando è sera.

Poi saliamo su nel cielo
e prendiamole una stella,
perché Margherita è buona,
perché Margherita è bella,
perché Margherita è dolce,
perché Margherita è vera,
perché Margherita ama,
e lo fa una notte intera.

Perché Margherita è un sogno,
perché Margherita è sale,
perché Margherita è il vento,
e non sa che può far male,
perché Margherita è tutto,
ed è lei la mia pazzia.
Margherita, Margherita,
Margherita adesso è mia.



Il mio primo ballo. La mia prima festa. C’era Gimmi, il più bello di tutti che ballava con me. Ma io neanche lo vedevo perché dentro quella canzone c’era la tua voce. Prendila, diceva, fanne buon uso. Vivi d’amore. La mia vita è proseguita in modo alternato e tu non mi hai mai abbandonata. Davanti ai miei successi e ai miei errori non sono mai stata sola. Sono sicura che sei stato tu a farmi incontrare Marco, quando sono stata pronta di ricevere un regalo così importante, appena hai capito che avevo compreso il significato della parola “amore”.

Se avessi ascoltato prima il mio cuore forse ora sarei migliore. Ma di sicuro non posso più fare a meno di amare e questo grazie a te, Enzo.

Questo e altri scritti di "Tracce di Vita" li potete trovare qui: Capite cosa stiamo gridando


Adriana Corbelli