La redazione di Paper Street è lieta di accogliere tra i suoi collaboratori Stefania Basset che scriverà per la nostra sezione libri. Seguitela anche sul suo blog che raccoglie recensioni in italiano e inglese: http://booksofgold.blogspot.com/

Azar Nafisi - Leggere Lolita a Teheran

di Stefania Basset

In questo libro di memorie, ambientato nell’Iran della fine degli anni ’90, Azar Nafisi e sette delle sue ex studentesse più brillanti s’incontrano ogni giovedì per discutere i capolavori della letteratura occidentale banditi nel loro paese. Molto diverse l’una dall’altra, le sette studentesse e la loro professoressa-amica interpretano a loro modo i libri scelti, che spaziano da Orgoglio e Pregiudizio al Grande Gatsby, da Daisy Miller di Henry James a Lolita di Vladimir Nabokov. Non mancano i paragoni con la realtà e la società iraniana: Lolita, per esempio, secondo la Nafisi è un libro contro tutti i totalitarismi e in effetti la cosa ha un senso: proprio come farebbe un dittatore, il padre padrone Humbert Humbert cerca di possedere Lolita e di cancellarne il passato rendendola orfana di madre.

Il libro è diviso in quattro sezioni, intitolate rispettivamente Lolita, Gatsby, James e Austen: Lolita e Gatsby, indimenticabili protagonisti di due romanzi americani del ventesimo secolo, accanto a due tra i più grandi scrittori di lingua inglese. Di libro in libro, la storia della letteratura inglese s’intreccia con quella dell’autrice, alle prese con la rivoluzione islamica e con l’insegnamento di una letteratura, quella occidentale, piena di riferimenti a cose che l’ayatollah Khomeini e i suoi seguaci cercano di eliminare: l’alcol, il sesso e la seduzione. Le protagoniste hanno visioni molto diverse della religione, dell’amore e del ruolo della donna nella società islamica, ma condividono la passione per i libri e sono pronte a difendere Il Grande Gatsby quando i nuovi rettori dell’università lo vogliono proibire.

Si tratta di un libro che strizza continuamente un occhio a tutti coloro che amano la letteratura di lingua inglese: per esempio, Azar Nafisi all’inizio paragona le sue lezioni a Gli Anni Fulgenti di Miss Brodie, il romanzo breve di Muriel Spark dove una professoressa in pensione dagli insegnamenti discutibili crea un club esclusivo di ex-studentesse. Per queste otto donne, infatti, le lezioni di letteratura sono “uno spazio tutto per sé”, una specie di versione comunitaria della “stanza tutta per sé” di Virginia Woolf.

Azar Nafisi ha appena pubblicato un altro libro di memorie intitolato Things I’ve Been Silent About, che parla in modo più dettagliato della sua famiglia e della vita in Iran nel periodo precedente la rivoluzione del 1979. Come Marjane Satrapi, l’autrice del fumetto Persepolis, Azar Nafisi fa parte di un piccolo gruppo di scrittrici ed intellettuali iraniane moderate che ci fanno capire come l’Iran non sia soltanto quello dell’integralismo religioso del suo presidente Ahmadinejad, ma comprenda anche persone radicalmente diverse, che un tempo potevano esprimersi liberamente nel loro paese e che oggi sperano che l’Iran torni ad essere quello che era prima della rivoluzione.