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Aside – Landlord

Mentre navigano verso il quarto anno di consolidamento della formazione, con un EP d'esordio appena gettato in mare, i Landlord sembrano essere pienamente consapevoli di poter essere approcciati da un pubblico ben più ampio di quello solitamente riservato a band di equivalenti origini. Ciò che convince davvero, però, è quanto poco ciò paia interessargli. Intendiamoci, quindi, perché per orientarsi nel loro Aside le rotte possono differire parecchio.

C’erano e tuttora ci sono quattro ragazzi di Rimini che dichiarano di ascoltare Radiohead, Arcade Fire, National e diverse altre fonti d’ispirazione di condivisibile apprezzamento e conclamata notorietà. Ti affidi a queste consapevolezze premendo play e ti rendi conto di quanto debbano, e lo san bene, a Daughter e London Grammar. E non, o quantomeno non solo, per la vocalità che ne accompagna i pezzi: quanto più per la capacità di far sfociare le atmosfere del folk in un connubio delicatamente misurato tra trip hop ed elettronica.

È naturale che Get By divenga così lo sfogo di questo incontro di influenze e presa di coscienza. Perché in essa non ci si è arresi a u’n’eleganza di facciata, ma si è riusciti ad infilare un ritornello orecchiabile con un'organicità che non può che provenire da anni di saletta. Hidden, riarrangiata dopo una prima pubblicazione di qualche anno precedente, è la testimone di quanto questa distanza abbia giovato alla formazione romagnola.

Venice rallenta, lasciandosi sfuggire l’eredità di una in particolare tra le band precedentemente citate: uno stacco rispetto alle tracce precedenti, non certo dall'immaginario globale dei Landlord. (Stilbb3